Workshop “GDPR – Il nuovo volto della privacy”

Stasera, a Torrita di Siena, il seminario di lavoro “Regolamento UE sulla protezione dei dati personali: il nuovo volto della privacy”, organizzato da due studi commerciali del luogo.

Avrò onore ed onere di essere il relatore; parlerò delle novità introdotte dal nuovo GDPR in riferimento al D.Lgs. 196/03, della “nuova” figura del D.P.O. e di quali sono gli adempimenti più importanti (che io ho definito V.I.G.A. – Very Important GDPR Articles).

Data la tarda ora, speriamo che non mi si addormenti la platea.

UPDATE: sala piena, ottimo pubblico e nessuno addormentato.
Ottimo risultato.

Locandina workshop privacy

GDPR e scuola guida

Pervengono domande in merito agli adempimenti delle scuole guida rispetto al GDPR.

Tutte le scuole guida (ovviamente) trattano dati personali, in quanto vengono forniti dai clienti che frequentano i loro corsi per conseguire l’abilitazione di guida.

Talvolta questi dati sono di natura particolare (es. quando la persona ha una patologia o una inabilità); inoltre molte scuole guida effettuano al loro interno le famose visite del medico per il rinnovo delle patenti; questi sono dati personali sanitari.

Il GDPR impatta quindi in modo sistematico sulla intera organizzazione, che dovrà verificare la rispondenza degli attuali trattamenti di dati personali alla luce del nuovo regolamento europeo.

Formazione incaricati al trattamento dei dati personali: obbligo o no?

Fra le domande che più spesso mi vengono rivolte, “ma è vero che la formazione privacy non è più obbligatoria?” ; vediamo di chiarire.

Dall’introduzione del D.Lgs. 196/03, viene previsto l’obbligo formativo degli Incaricati al trattamento dei dati personali, nella regola n. 19.6 dell’allegato B, relativo alle misure di sicurezza.
Successivamente il Governo Monti, nel mese di Aprile 2012, con il decreto “Semplifica Italia” ha soppresso tale regola, lasciando tuttavia invariato l’obbligo del Titolare di rendere edotti Responsabili ed Incaricati.
Il testo abrogato indicava la previsione di “interventi formativi degli incaricati del trattamento (da effettuarsi prima dell’ingresso nel ruolo), per renderli edotti dei rischi che incombono sui dati, delle misure disponibili per prevenire eventi dannosi, dei profili della disciplina sulla protezione dei dati personali più rilevanti in rapporto alle relative attività, delle responsabilità che ne derivano e delle modalità per aggiornarsi sulle misure minime adottate dal titolare”.

L’obbligo quindi, ad Aprile 2012, è venuto meno.

Dato che la gran parte dei rischi che incombono sui dati personali derivano proprio da come gli incaricati li trattano, in questi anni è successo di tutto; forse abbiamo semplificato troppo.

Il nuovo codice G.D.P.R. prescrive all’art. 29 che chiunque tratta dati personali deve essere stato preliminarmente istruito dal Titolare; all’art. 32 si richiamano misure tecniche e organizzative che devono essere testate, verificate e valutate; nella Sezione 4 dedicata al D.P.O. si prescrive che esso deve avere competenze professionali qualificate e deve sorvegliare sulla formazione di tutta l’azienda; ed inoltre c’è il nuovo concetto di “accountability“.

Da tutto ciò si evince che tutte le organizzazioni, dal 25 maggio prossimo, dovranno formare il personale che tratta dati personali, ed il grado di formazione deve essere verificato e verificabile. Non solo per evitare un reato penale, a carico del Titolare del Trattamento, ma perchè rendere edotti gli incaricati delle corrette modalità del trattamento (e degli errori da non fare) è la prima e più importante misura di sicurezza.

Contattatemi per un corso di formazione per i vostri dipendenti (incaricati al trattamento dei dati personali) calibrato su misura per le vostre esigenze aziendali.

FaceBook e la privacy dei cittadini europei

Non è decisamente un buon momento per FaceBook, specialmente in Europa; gia in passato la società di Menlo Park ha avuto contenziosi con alcuni Stati (es. Francia), oltre a multe comminate dalla commissione antitrust europea

Il periodo di transizione al GDPR è iniziato nel peggiore dei modi; in Belgio una sentenza del tribunale ha intimato a FaceBook di cessare la raccolta dei dati eseguita senza aver correttamente informato gli utenti; l’accusa sostiene che Facebook è in grado di raccogliere i dati di navigazione anche quando un utente visita un altro sito, a patto che sia comunque loggato sul social; ciò consentirebbe a Facebook di ottenere una profilazione dell’individuo molto dettagliata e interessantissima per gli inserzionisti pubblicitari.

In Germania un tribunale di Berlino ha intimato a Facebook di accettare iscrizioni di utenti che vorranno usare uno pseudonimo.

Adesso uno studio della università spagnola Carlos III di Madrid ha evidenziato come FaceBook abbia raccolto e detenga informazioni sensibili sui propri utenti.

Chiunque ha intenzione di registrarsi in un social network deve essere consapevole che i suoi dati personali costituiscono il valore sul quale il social network si basa; inoltre la recente frontiera della profilazione utente costituisce il nuovo eldorado di internet e nessuno potrà mai bloccarlo.

FaceBook da un lato informa che si adeguerà al nuovo GDPR mentre dall’altro ricorre con i suoi avvocati contro la sentenza tedesca. Staremo a vedere cosa accadrà dopo il 25 maggio.

Consulenza Privacy GDPR

Il regolamento Europeo 2016/679 concernente la tutela delle persone fisiche, con particolare riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati, è entrato in vigore il 24 maggio 2016 e diventerà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri a partire dal 25 maggio 2018.

Il regolamento porta significative innovazioni non solo per i cittadini, ma anche per le aziende, gli enti pubblici, le associazioni, i liberi professionisti; imprese ed enti avranno più responsabilità, ma potranno anche beneficiare di diverse semplificazioni; in caso di inosservanza delle regole sono previste sanzioni, anche elevate.

Cosa posso fare per adeguare la mia azienda?
Coloro che, a suo tempo, si sono conformati al D.Lgs. 196/03, ancora in vigore sino al 24 maggio, hanno già implementato parte delle regole richieste dal nuovo regolamento; è quindi necessario un adeguamento alle nuove norme.

Possiamo fare da soli oppure abbiamo bisogno di un consulente?
Occorre valutare la struttura della organizzazione, principalmente in riferimento alla quantità e tipologia di dati trattati e alla complessità dei sistemi I.T.C. ; grandi quantità di dati, oppure alcune tipologie di dati (es. quelli sensibili o sanitari) hanno un rischio maggiore di causare effetti lesivi della dignità delle persone.
Complessi sistemi di trattamento, magari diffusi in varie sedi, sottostanno ad un elevato rischio di data-breach; il nuovo regolamento affida al Titolare del trattamento la responsabilità di definire policy, strumenti e misure atte a minimizzare il rischio di security incident.
Le grandi aziende che dispongono di una apposita “unità organizzativa privacy”, hanno le risorse per definire i percorsi per raggiungere la compliance; ritengo comunque che alcuni processi (e penso, come esempio, alle attività di valutazione Risk Management – ISO31000, alla implementazione del sistema di gestione della sicurezza delle informazioni – ISO27001 oppure alla creazione del sistema di Incident Response) dovranno essere coadiuvati da supporto specialistico. Tutte le altre aziende dovranno avvalersi di consulenti specializzati, specialmente nelle più importanti fasi di analisi, valutazione, implementazione e controllo.

Uffa, un’altra legge; ma noi dobbiamo lavorare!
Spesso è quello che mi sento dire durante il primo incontro nelle aziende; vediamo di capire bene la situazione attuale, che molti non hanno ben presente.
Dal 1 gennaio 2004, in Italia, è in vigore il D.Lgs. 196/03 , tuttora in vigore; nel febbraio 2012, all’interno di uno sciagurato Decreto Semplifica Italia, si sono introdotte modifiche alla applicazione del D.Lgs. 196/03, una delle quali eliminava l’obbligo della tenuta del D.P.S. per le aziende che trattano dati sensibili limitatamente ai propri dipendenti; molti hanno evinto che il codice sulla protezione dei dati non avesse più effetto. Non è così, il codice ha tuttora effetto e soprattutto debbono sempre essere applicate le misure di sicurezza dell’allegato B del codice. Purtroppo abbiamo visto i risultati di tutto ciò negli anni passati.

Cogliamo l’occasione per rafforzare le aziende italiane.
Il 2017 è stato il peggior anno per la sicurezza informatica delle nostre aziende; l’Italia si trova nella TOP TEN dei paesi più colpiti al mondo; nel giugno 2017, diverse importanti aziende italiane sono state coinvolte in un massiccio attacco da malware NotPetya, e alcune hanno dovuto chiudere per diversi giorni e mandare a casa i dipendenti. Era possibile evitarlo? Certamente, in questo caso occorreva aggiornare il S.O. degli elaboratori, come è reso obbligatorio dalle misure di sicurezza del codice sulla protezione dei dati personali, allegato B.

Chi è un consulente specializzato GDPR?
Non sono sufficienti perfetta conoscenza delle norme e bollini; il consulente alla protezione dei dati personali è un professionista che ha competenze, esperienza, formazione specifiche e multidisciplinari, e che da anni svolge attività di consulenza e formazione relative alla protezione dei dati personali e degli strumenti di trattamento. Rivolgetevi ad un consulente che, tra i pochi in Italia, ha svolto un seminario di formazione presso la sede del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in piazza di Monte Citorio.

Riservatezza e consulenza globale.
In molte organizzazioni, la riservatezza è un requisito fondamentale del rapporto con un consulente; motivo per il quale mi occupo personalmente di tutti gli aspetti, dal primo incontro alla valutazione finale. Qualora divenga necessario un supporto legale, abbiamo rapporti di collaborazione i migliori studi legali che si occupano di diritto informatico, anche internazionale.
Richiedete un primo incontro, informale e non vincolante, per valutare la vostra situazione attuale e definire un eventuale percorso di adeguamento.

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