Consulente Privacy

Il regolamento Europeo 2016/679 concernente la tutela delle persone fisiche, con particolare riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati, è entrato in vigore il 24 maggio 2016 ed è diventanto direttamente applicabile, in tutti gli Stati membri, a partire dallo scorso 25 maggio 2018.

Il nuovo codice Europeo porta importanti innovazioni non solo per i cittadini, ma anche per le aziende, gli enti pubblici, le associazioni, i liberi professionisti; imprese ed enti avranno più responsabilità, ma potranno anche beneficiare di diverse semplificazioni; in caso di inosservanza delle regole sono previste sanzioni, anche elevate.

Cosa posso fare per adeguare la mia azienda?
Coloro che, a suo tempo, si sono conformati al D.Lgs. 196/03, tuttora in vigore sino a che il Governo ne deciderà in merito, hanno già realizzato parte delle regole richieste dal nuovo regolamento; è quindi necessario un adeguamento alle nuove norme.

Possiamo fare da soli oppure abbiamo bisogno di un consulente?
Le nuove norme prevedono che tutte le organizzazioni pubbliche e quelle private che eseguono particolari trattamenti dovranno nominare una figura di tutela, definita responsabile della protezione dei dati personali.
Per le rimanenti organizzazioni, occorrerà valutare la struttura, principalmente in riferimento alla quantità e tipologia di dati trattati e alla complessità dei sistemi I.T.C. ; grandi quantità di dati, oppure alcune tipologie di dati (es. quelli sensibili o sanitari) hanno un rischio maggiore di causare effetti lesivi della dignità delle persone.
Complessi sistemi di trattamento, magari diffusi in varie sedi, sottostanno ad un elevato rischio di data-breach; il nuovo regolamento affida al Titolare del trattamento la responsabilità di definire policy, strumenti e misure atte a minimizzare il rischio security incident.
Le grandi aziende che dispongono di una apposita “unità organizzativa privacy”, hanno le risorse per definire i percorsi per raggiungere la compliance; ritengo comunque che alcuni processi (e penso, come esempio, alle attività di valutazione Risk Management – ISO31000, alla implementazione del sistema di gestione della sicurezza delle informazioni – ISO27001 oppure alla creazione del sistema di Incident Response) dovranno essere coadiuvati da supporto specialistico. Tutte le altre aziende dovranno avvalersi di consulenti specializzati, specialmente nelle più importanti fasi di analisi, valutazione, implementazione e controllo.

Uffa, un’altra legge; ma noi dobbiamo lavorare!
Spesso è quello che mi sento dire durante il primo incontro nelle aziende; vediamo di capire bene la situazione attuale, che molti non hanno ben presente.
Dal 1 gennaio 2004, in Italia, è in vigore il D.Lgs. 196/03 , tuttora in vigore; nel maggio 2011, all’interno di uno sciagurato D.L. 13 maggio 2011, n. 70, si sono introdotte modifiche alla applicazione del D.Lgs. 196/03, una delle quali eliminava l’obbligo della tenuta del D.P.S. per le aziende che trattano dati sensibili limitatamente ai propri dipendenti; molti hanno evinto che il codice sulla protezione dei dati non avesse più effetto. Non è così, il codice ha tuttora effetto e soprattutto debbono sempre essere applicate le misure di sicurezza dell’allegato B del codice. Purtroppo abbiamo visto i risultati di tutto ciò negli anni passati.

Cogliamo l’occasione per rafforzare la sicurezza delle aziende italiane.
Il 2017 è stato il peggior anno per la sicurezza informatica delle nostre aziende; l’Italia si trova nella TOP TEN dei paesi più colpiti al mondo; nel giugno 2017, diverse importanti aziende italiane sono state coinvolte in un massiccio attacco da malware NotPetya, e alcune hanno dovuto chiudere per diversi giorni e mandare a casa i dipendenti. Era possibile evitarlo? Certamente, in questo caso occorreva aggiornare il S.O. degli elaboratori, come è reso obbligatorio dalle misure di sicurezza del codice sulla protezione dei dati personali, allegato B.

Chi è un consulente specializzato nella Privacy?
Non sono sufficienti perfetta conoscenza delle norme e bollini; il consulente alla protezione dei dati personali è un professionista che ha competenze, esperienza, formazione specifiche e multidisciplinari, e che da anni svolge attività di consulenza e formazione relative alla protezione dei dati personali e degli strumenti di trattamento. Rivolgetevi ad un consulente che, tra i pochi in Italia, ha svolto un seminario di formazione presso la sede del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in piazza di Monte Citorio.

Riservatezza e consulenza globale.
In molte organizzazioni, la riservatezza è un requisito fondamentale del rapporto con un consulente; motivo per il quale mi occupo personalmente di tutti gli aspetti, dal primo incontro alla valutazione finale. Qualora divenga necessario un supporto legale, ho contatti con i migliori avvocati che si occupano di diritto informatico, anche internazionale.
Richiedete un primo incontro, informale e non vincolante, per valutare la vostra situazione attuale e definire un eventuale percorso di adeguamento.

Svolgo consulenza, formazione privacy, sicurezza informatica G.D.P.R. in tutte le provincie della Toscana (Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Carrara, Pisa, Pistoia, Prato) e nelle regioni limitrofe (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Marche).

Costo di un data breach

IBM security ha pubblicato un interessante Analisi del costo di una violazione dei dati per la valutazione dei costi di un ipotetico data breach che graverebbero su di una organizzazione colpita dall’evento di sicurezza.

Nel frattempo sono stati pubblicati i dati di una ricerca globale commissionata da IBM a Ponemon Institute’s dal titolo: 2017 Cost of Data Breach Study.

Tra i dati rilevanti, emerge che il danno causato da un data breach su di un singolo record di dati ammonta a 141 dollari, mentre il costo globale dell’incidente, mediamente sostenuto dalle aziende, è di 3,62 milioni di dollari.

Dati sanitari, questi sconosciuti

Da sempre “evangelizzo” come la mancanza di conoscenza e di formazione sui temi della privacy e sicurezza dei dati personali comportino elevate probabilità di fare errori clamorosi.

Non è possibile che in una azienda sanitaria (U.S.L. di Arezzo), dove i dati personali sono praticamente tutti di natura sensibile, non si abbia un basilare livello di conoscenza del codice sulla protezione dei dati, onde evitare che sul sito web della stessa si trovino documenti idonei a rivelare lo stato di salute di alcune persone.