Informative o Liberatorie?

In questi giorni mi è stata sottoposta, per un parere, una informativa predisposta per degli studi odontoiatrici.

Come spesso capita, il consulente di turno produce una “informativa omnicomprensiva” che prevede molteplici aspetti delle molteplici casistiche che interessano i molteplici studi odontoiatrici.

La consegna allo studio, dicendo che “occorre far firmare” il tale documento ai pazienti; nessuno si prende la briga di leggere, in modo obbiettivo e distaccato, quello che vi è scritto.

Innanzitutto posso affermare, senza tema di smentita, che una informativa di quattro pagine non rispetta le caratteristiche di “forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro” richieste dal Regolamento.

Come risultato finale, un povero tapino che si reca dal dentista per una semplice igiene dentale deve firmare una specie di liberatoria, nella quale, per esempio, autorizza  ad effettuare, conservare ed archiviare, a fini statistici (??), tecnici (??), documentali o di ricerca, video ed immagini fotografiche.

Cartelli videosorveglianza e GDPR

Domanda: con l’entrata in vigore del GDPR, i vecchi cartelli videosorveglianza sono sempre validi? Debbono essere rimossi? Debbono essere sostituiti?

Risposta: i vecchi cartelli debbono essere sostituiti, in quanto fanno riferimento ad un articolo del Codice (Art. 13 D.Lgs. 196/03) abrogato.

Occorre quindi esporre un nuovo cartello (si tratta della c.d. informativa semplificata), simile al precedente cartello ma che indichi: “Art. 13 Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali (Reg. EU 679/2016)”; ovviamente i campi “Effettuata da …” e “Per fini di” debbono essere compilati, pena inidonea informativa.

Ricordo anche che, all’interno dei locali, deve essere disponibile l’informativa completa, alla quale quella semplificata vi fa riferimento.