Gmail ed il GDPR

Talvolta rilevo che una azienda privata utilizzi il servizio “gratuito” di Gmail per le proprie attività.

Ma come si inquadra detto utilizzo in relazione all’introduzione del Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali 679/2016?

Intanto, rileviamo che il servizio gmail.com è realizzato tramite sistemi I.T. cloud-based, in gran parte localizzati fuori dallo spazio extra-UE; quindi quando si invia o riceve una e-mail usando Gmail, si configura quasi sicuramente un trasferimento di dati personali verso un paese extra-UE.

Questo determina diversi effetti, due dei quali sono:

  • occorre nominare Google responsabile del trattamento di tali dati personali;
  • occorre indicare, nelle informative aziendali, che i dati personali conferiti potranno anche essere trasferiti ad di fuori dello spazio comunitario e memorizzati nei sistemi informatici di Google.

Ognuno condurrà le proprie valutazioni su come si possa ottenere la nomina di Google quale responsabile del trattamento, e la forza contrattuale di una azienda italiana verso il colosso di Mountain View.

Inoltre, dato che nella versione gratuita di Gmail si ritiene che Google effettui procedure di “content extraction” (leggasi profilazione) non ritengo assolutamente aderente a svariati dettami del GDPR l’utilizzo di Gmail per il trattamento di dati personali, effettuato da un Titolare del Trattamento soggetto al Regolamento 679/2016.

Da ultimo, vorrei portare a riflettere i miei 4 casuali visitatori del blog sulla opportunità dell’utilizzo di un servizio riservato ad un uso personale per scopi invece professionali. Ricordo che l’obbligo della compliance al GDPR rimane sempre in capo al Titolare del Trattamento.